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Num. 7 Anno 2010

Num. 7 Anno 2010

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  • [Editoriale]
    Alcuni consigli utili su come trasformare una manovra tutta “lacrime e sangue” e colpevolmente frenante in un provvedimento capace di dare una minima prospettiva di ripresa. Ma l’obiettivo è il risparmio o mettere al tappeto le autonomie e il loro ruolo?
    Alessandro Cosimi, presidente Anci Toscana
  • [Dall'Anci Toscana]
    A cura di Monica Mani
  • [Il Punto]
    Giovani vittime di eventi evitabili. L’esempio virtuoso della Spagna. Cosa accade in Toscana e come incidere sui modelli di comportamento e sulla psicologia dei guidatori
  • Di Fabio Voler e Francesco Innocenti, Settore Epidemiologia Servizi Sociali Integrati - Agenzia Regionale di Sanità
  • Di Luca Cecobao, assessore alle infrastrutture e ai trasporti della Regione Toscana
  • Di Alessandra Rosa, direttore dell'Automobile club Firenze
  • I fattori individuali di rischio

    Un incidente non è mai frutto di una sola causa. Possiamo quindi cercare di organizzare in categorie i diversi elementi che vi hanno contribuito. Una prima catalogazione può essere fatta rispetto al triangolo strada/veicolo/persona: la nebbia per esempio ha a che vedere con le condizioni dell’ambiente e della strada, i freni con il veicolo, l’alcol con la persona. La maggioranza degli incidenti (più del 92%, dicono le ricerche) coinvolge elementi da riportare direttamente alla persona, il 46% alla strada e il 29% al veicolo. Elementi come la velocità, o la mancanza di revisione, riguardano sia il veicolo che la persona. Questo quadro supera lo schematismo 1 causa 1 effetto, ma non fornisce sufficienti elementi per il lavoro di prevenzione.Nel triangolo la persona è al centro anche degli altri due vertici: conduce la macchina lungo una strada e, allo stesso tempo, governa se stessa e le proprie situazioni. Come dice Cristobal Montoro, ispiratore della patente a punti in Spagna: “produciamo veicoli intelligenti, stiamo lavorando a strade intelligenti... quando ci decideremo a educare conducenti intelligenti”? La velocità, la nebbia, l’alcol o la scarsa distanza di sicurezza sono fattori di rischio, di correlazione ma non necessariamente causali. Siccome i giovani sono statisticamente coinvolti nella maggioranza degli incidenti, possiamo dire che “essere giovane è un fattore di rischio”. Queste variabili producono correlazioni interessanti perché ci aiutano a stabilire “profili di rischio” e calcolare probabilità. Ma, da un punto di vista educativo, la domanda chiave è invece: che caratteristiche interne ha un giovane che lo fa classificare come “a rischio” di incidente grave? Se un ragazzo ha bevuto, ha una probabilità più alta di avere un incidente. Ma come facciamo a fare in modo che decida di non guidare? Non dobbiamo, pertanto, cercare la causa diretta della condotta (l’alcol), ma la “causa della causa”, i motivi interni, e cioè i fattori personali di rischio. Attraverso una ricerca realizzata negli ultimi 10 anni in Catalunya, ne abbiamo rilevati 4. - La percezione del rischio errata o inadeguata si riferisce a errori nella lettura globale degli elementi che compongono il traffico. Decisioni come guidare senza cintura o mantenere poca distanza di sicurezza in autostrada manifestano la mancanza di percezione del rischio di ciò che potrebbe succedere; la difficoltà di calcolare il tempo necessario per attraversare una strada di grande circolazione o di sorpassare in uno spazio troppo corto derivano da una falsa valutazione del rischio che la manovra comporta. - La mancanza di adattabilità è la difficoltà di adattarsi a condizioni ambientali mutevoli o alle proprie trasformazioni fisiche e mentali. Nonostante i segnali interni (fatica, sonno) o esterni (luci, cartelli) che ci avvisano di questi cambiamenti, siamo portati a mantenere lo stesso comportamento. - La mancanza di consapevolezza di sé e delle proprie azioni, nonché delle motivazioni che ci fanno decidere. Abbiamo la certezza che le alterazioni emotive - ad es. la rabbia - quando siamo al volante, hanno conseguenze dirette anche sul nostro stile di guida, che diventa più "sportiva". Se ho coscienza di come sto potrò gestire queste alterazioni o scegliere di non guidare. - L'influenzabilità evidenzia la tendenza ad agire tenendo conto del parere o delle aspettative degli altri, che ci porta a tenere comportamenti (il picco è durante l'adolescenza) che non avremmo scelto se fossimo stati soli. È il caso delle corse sulle strade, del non utilizzo del casco o della cintura.
  • Di Francesc Esteban, professore alla Università Ramon Llull di Barcellona, socio di FormAcció.Net
  • Intervista a Farners De Cruz, responsabile di Educazione e Formazione Stradale del Servei Català de Trànsit de la Generalitat de Catalunya, raccolta da Valter Giuliani, consulente di FormAcciò
  • Di Elio Cappelini, assessore alla Polizia municipale del Comune di Lucca, responsabile politiche della sicurezza e Polizia municipale di Anci Toscana
  • Di Margherita Melini
  • Di Emilio Bonifazi, sindaco di Grosseto
  • Di Sandra Carpi Lapi, Facoltà di Psicologia - Università degli Studi di Firenze
  • [Percorsi di Cittadinanza]
    Di Nadia Conti, assessore alla Solidarietà e Cooperazione Internazionale, pace, gemellaggi e immigrazione del Comune di Campi Bisenzio
  • Di Sara Denevi
  • Colloquio con Pape Diaw, Arci Toscana, a cura di Guendalina Barchielli
  • Di Giusepe Faso

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