Gli incidenti stradali: i dati e le azioni
Secondo i dati riportati dalla Word Health Organization (WHO), gli incidenti stradali rappresentano la prima causa di morte nel mondo fra i giovani di età 15-19 anni, la seconda per i ragazzi di età 10-14 e 20-24 anni e la nona per gli adulti. Ogni anno inoltre, muoiono 1,2 milioni di persone e rimangono feriti oltre 50 milioni di individui. La natura evitabile di questi eventi accidentali rende ancor più importante la definizione di mirate politiche di prevenzione, nonché di adeguati sistemi di monitoraggio del fenomeno stesso. Secondo i dati del flusso Istat/Aci, in Italia si sono verificati nel 2008 circa 220.000 incidenti stradali, che hanno comportato il ferimento di quasi 311.000 individui ed il decesso di circa 4.700 persone. Il trend mostra una riduzione degli eventi a partire dal 2003, anno di introduzione della patente a punti (PaP) ma, è doveroso precisare che questo strumento in Italia non è risultato efficace come in altri Paesi Europei. Probabilmente la causa è legata alla possibilità, data agli utenti della strada che commettono un’infrazione, di scegliere tra la decurtazione dei punti dalla patente oppure il pagamento di una multa, consentendo così ai guidatori “pericolosi” di non essere estromessi dalla circolazione. In relazione all’obiettivo fissato dall’Unione Europea nel libro bianco (2001), in merito alla riduzione della mortalità del 50% entro il 2010, l’Italia mostra, a due anni dal termine, un decremento del 33%, attestandosi su livelli ben lontani dal traguardo. In Toscana si sono verificati nel 2008 oltre 18.800 incidenti stradali, comportando il ferimento di quasi 25.000 individui ed il decesso di circa 300 persone e sempre per incidente stradale nel 2008 hanno richiesto le cure dei Pronto Soccorso toscani circa 85.000 individui (il 6% del totale degli accessi per tutte le cause). Circa un coinvolto su tre ha un’età compresa tra i 14 ed i 29 anni, ed i maschi infortunati sono oltre il doppio rispetto alle femmine. Le categorie deboli della strada sono i ciclisti ed i pedoni, specie in età anziana.Il trend degli ultimi venti anni indica che il numero di sinistri è in aumento mentre, a partire dal 2003, anno di introduzione della PaP, si è verificata una stabilizzazione degli eventi. Il maggior numero di incidenti vengono rilevati durante il giorno, nelle strade urbane, nei giorni dal lunedì al venerdì ma è la notte, nelle strade extraurbane, durante il week end che avvengono i sinistri più gravi. Sempre secondo l’Istat, le prime tre cause di incidente sono: il mancato rispetto delle regole di precedenza, la guida distratta e la velocità troppo elevata. Il dato relativo al numero di incidenti alcol correlati (1,3%) è fortemente sottostimato; il motivo è legato al metodo di rilevazione dell’informazione, rispetto al quale è prevista la registrazione della causa finale piuttosto che quella scatenante il sinistro. È difficile valutare correttamente quali zone geografiche presentano una maggiore propensione al rischio di incidente stradale rispetto ad altre, così come capire se il genere maschile è un fattore di rischio come indicherebbero le frequenze assolute di sinistrosità. Sarebbe infatti necessario disporre di informazioni sui “denominatori di riferimento”, quali ad esempio, le ore trascorse alla guida, i chilometri percorsi da ogni individuo, quali tratti stradali sono attraversati, gli orari di transito, etc, dati questi reperibili solo per mezzo di indagini ad hoc. Attualmente, gli indicatori che permettono di effettuare le analisi ed i confronti, sono quelli che utilizzano come denominatore il numero di incidenti occorsi. Questi sono l’indice di lesività (feriti/incidenti) per 1.000, e l’indice di gravità (deceduti/incidenti) per 1.000. Sulla base dei risultati, è possibile distinguere a livello territoriale:
Asl con sinistri particolarmente gravi:
Arezzo, Grosseto, Siena, Pisa
Asl con sinistri di media gravità:
Livorno, Lucca, Viareggio, Empoli, Massa e Carrara, Pistoia
Asl con sinistri di bassa gravità:
Firenze, Prato
Secondo lo studio EDIT, un’indagine ad hoc effettuata da ARS su un campione di oltre 5.000 studenti toscani di età 14-19 anni, ripetuto con cadenza triennale (ultima rilevazione nel 2008), risulta che, tra coloro che hanno riferito di guidare con una certa regolarità motocicli, moto o auto, circa il 50% ha dichiarato di essere incorso in un incidente stradale almeno una volta nell’ultimo anno. Dalla distribuzione territoriale è emerso che i guidatori delle Asl di Livorno, Viareggio, Firenze e Siena sono quelli maggiormente coinvolti in incidenti stradali mentre sono risultati decisamente al di sotto della media regionale le prevalenze delle Asl di Pisa, Arezzo e Grosseto. Un terzo circa dei conducenti abituali di ciclomotori, moto o auto ha riferito inoltre di aver guidato almeno una volta, nell’ultimo anno, dopo aver consumato elevate quantità di alcol, mentre il 16% dopo aver assunto droghe. Se da una parte devono esser incentivate le azioni preventive per un uso consapevole del mezzo e per la dissuasione di comportamenti altamente a rischio come quelli di consumare sostanze prima di mettersi alla guida, va fortemente caldeggiato anche un ampliamento del numero di controlli sulle strade che per quanto in forte aumento negli ultimi anni, è ancora molto lontano dal dato medio europeo.